Voucher Cloud & Cybersecurity – contributo a fondo perduto

Voucher Cloud & Cybersecurity – contributo a fondo perduto

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le modalità operative per l’accesso al “Voucher Cloud & Cybersecurity”, agevolazione destinata a sostenere gli investimenti di micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi nell’acquisto di soluzioni tecnologiche per il cloud computing e la sicurezza informatica.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, concesso in regime de minimis, finalizzato a favorire un effettivo miglioramento tecnologico e di sicurezza rispetto alle soluzioni già utilizzate dal beneficiario.

  1. Soggetti beneficiari

Possono accedere all’agevolazione le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi operanti sul territorio nazionale.

Per le imprese è richiesto, tra gli altri requisiti, l’adempimento degli obblighi assicurativi contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali. Per i lavoratori autonomi è richiesto il possesso della partita IVA e, quando previsto per l’attività esercitata, l’iscrizione al relativo Ordine professionale.

Trattandosi di un aiuto in regime de minimis, deve inoltre essere verificato il rispetto del limite complessivo di € 300.000 nel periodo di riferimento previsto dalla normativa europea, tenendo conto anche del concetto di “Impresa Unica”.

  1. Requisito della connessione internet

Un requisito specifico per l’accesso al voucher è rappresentato dalla disponibilità, alla data di presentazione della domanda, di un contratto di connettività con velocità nominale o massima in download pari o superiore a 30 Mbps.

È quindi opportuno verificare preventivamente le caratteristiche del contratto di connettività attualmente utilizzato.

  1. Importo dell’agevolazione

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nella misura massima del 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di € 20.000 per beneficiario.

Il piano di investimento deve avere un valore minimo di € 4.000.

A titolo esemplificativo, un investimento ammissibile di € 20.000 potrà generare un contributo massimo di € 10.000, mentre per ottenere il contributo massimo di € 20.000 sarà necessario sostenere spese ammissibili per almeno € 40.000.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a € 150 milioni, dei quali oltre € 71 milioni sono riservati alle Regioni del Mezzogiorno.

  1. Quali investimenti sono agevolabili

Sono agevolabili esclusivamente soluzioni nuove e aggiuntive oppure più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate dal beneficiario.

Le principali categorie di spesa sono:

  • hardware per la cybersecurity, quali firewall, firewall di nuova generazione, router e switch sicuri e sistemi IDS/IPS;
  • software di cybersecurity, quali antivirus, antimalware, sistemi di monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, SIEM e software per la gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud IaaS e PaaS, tra cui virtual machine, storage, backup, VPN, servizi DDoS e database;
  • servizi cloud SaaS, tra cui software di contabilità, gestione delle risorse umane, ERP, sistemi di produttività anche con funzionalità di intelligenza artificiale, CMS, e-commerce, CRM, centralini virtuali e strumenti di Business Intelligence;
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, purché collegati alle altre categorie agevolabili e nel limite massimo del 30% del piano di spesa complessivo.

Non sono invece agevolabili l’hardware generico privo di una specifica funzione di cybersecurity, le semplici estensioni di licenze già possedute, l’aumento del numero di utenti o postazioni e gli aggiornamenti che non determinino un miglioramento sostanziale della soluzione già utilizzata.

  1. Acquisti solo presso fornitori qualificati

Un elemento particolarmente importante è che i prodotti e i servizi agevolati devono essere acquistati presso fornitori qualificati secondo le procedure previste dal MIMIT e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

L’elenco dei fornitori abilitati è stato definito con decreto del 29 luglio 2026 ed è consultabile attraverso la piattaforma Invitalia.

Pertanto, prima di effettuare l’investimento è necessario verificare che il fornitore prescelto e i prodotti o servizi proposti risultino correttamente abilitati ai fini dell’agevolazione.

  1. Acquisto diretto o abbonamento

Le soluzioni agevolabili possono essere acquistate direttamente oppure attraverso un abbonamento, o mediante una combinazione delle due modalità.

Nel caso di acquisto diretto, il piano di spesa deve essere completato entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione dell’agevolazione.

Nel caso di abbonamento, la durata non può essere inferiore a 24 mesi; il contratto deve essere sottoscritto entro 30 giorni dal provvedimento di concessione e la sottoscrizione deve essere comunicata tramite la procedura informatica entro i successivi 60 giorni. Se l’abbonamento ha una durata superiore, sono agevolabili soltanto i canoni relativi ai primi 24 mesi.

  1. Presentazione delle domande: attenzione all’ordine cronologico

La procedura è a sportello e l’istruttoria avviene rispettando l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Ciascun soggetto può presentare una sola domanda.

Prima fase – Precompilazione: dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 sarà possibile predisporre la domanda. Il richiedente o il soggetto delegato dovrà accedere alla procedura mediante SPID, CIE o CNS, inserire i dati richiesti, allegare la documentazione, indicare una PEC attiva e generare il modulo da firmare digitalmente. Al termine verrà rilasciato un apposito “codice di predisposizione domanda”.

Seconda fase – Presentazione: dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027 sarà possibile procedere all’invio formale della domanda utilizzando il codice precedentemente ottenuto.

A seguito della presentazione viene attribuito il CUP – Codice Unico di Progetto, che dovrà essere riportato sui giustificativi di spesa relativi all’investimento agevolato.

  1. Documentazione da predisporre

La domanda dovrà indicare, tra l’altro, i prodotti e servizi prescelti, i relativi fornitori qualificati, l’importo del piano di spesa, il contributo richiesto, la durata dell’investimento e la situazione tecnologica di partenza dell’impresa o del professionista.

Un aspetto importante è che dalle offerte dei fornitori dovrà emergere chiaramente l’effettivo miglioramento tecnologico ottenuto rispetto alle soluzioni già utilizzate oppure, nel caso di un nuovo servizio, che lo stesso non fosse già nella disponibilità del richiedente.

  1. Erogazione del contributo

Il contributo può essere richiesto in un’unica soluzione al completamento dell’investimento oppure in due quote.

La richiesta di erogazione può essere presentata dopo almeno tre mesi dalla comunicazione di concessione. La prima quota, pari al 50% del contributo, può essere richiesta una volta sostenuto almeno il 50% del piano di spesa; il saldo viene corrisposto a seguito del completamento dell’investimento e della presentazione della relativa documentazione.

  1. Perché è opportuno predisporre la pratica in anticipo

Considerato che si tratta di una procedura a sportello, nella quale rileva l’ordine cronologico di presentazione, consigliamo ai soggetti potenzialmente interessati di verificare sin da ora la propria ammissibilità, il rispetto dei requisiti de minimis, la conformità della connessione internet, l’eventuale obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali, la qualificazione del fornitore e la rispondenza degli investimenti programmati alle categorie agevolabili.

Il MIMIT potrà infatti disporre la chiusura anticipata dello sportello in caso di esaurimento delle risorse disponibili.

La presente circolare ha finalità esclusivamente informative e non costituisce parere professionale su casi specifici. Per approfondimenti o assistenza operativa, lo Studio resta a disposizione.

 

5 ottobre 2026                                                           Avv. Dott. Angelo Pisciotta