Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0

Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0

Premessa e finalità

A partire dal 15 ottobre 2025, i giovani dai 18 ai 35 anni non compiuti che desiderano avviare un’attività, sia in forma individuale sia societaria, potranno accedere ai nuovi incentivi pubblici, Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0, al fine di sostenere l’avvio di attività imprenditoriali, il cui accesso sarà reso possibile esclusivamente online, attraverso la piattaforma online di Invitalia, che sarà attiva a partire dalla stessa data.

In particolare, i destinatari sono coloro i quali si trovino in una delle seguenti condizioni: disoccupati, inoccupati, inattivi o beneficiari del programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), motivo per cui tale misura presta particolare attenzione a chi vive situazioni di marginalità o discriminazione sociale.

A livello territoriale, il programma si articola in due linee: Autoimpiego Centro-Nord, attivo nelle regioni settentrionali e centrali, e Resto al Sud 2.0, destinato alle regioni meridionali e insulari, le cui condizioni di accesso sono simili, ma l’importo degli incentivi varia in base alle esigenze economiche delle diverse aree.

Le agevolazioni prevedono contributi a fondo perduto, vouchers, percorsi di formazione e servizi di accompagnamento nella fase iniziale del progetto, con l’obiettivo duplice di promuovere l’inclusione lavorativa di giovani in difficoltà economica o sociale e incentivare la nascita di imprese innovative e sostenibili su tutto il territorio nazionale, il cui modello di intervento si fonda su un sistema integrato che include orientamento, valutazione delle domande, erogazione dei fondi e monitoraggio dell’attività. A ciò si affiancano meccanismi premiali per coloro i quali partecipano ai corsi preparatori e l’introduzione di un tutoring obbligatorio dopo l’approvazione del finanziamento, considerato per offrire un supporto concreto durante le fasi più delicate dell’avvio d’impresa.

Il quadro normativo alla base di tale iniziativa è definito dal Decreto-legge n. 60/2024, convertito in legge n. 95/2024, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021–2027. La dotazione complessiva è di euro 800.000.000,00 di cui euro 700.000.000,00 provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus ed euro 100.000.000,00 dai fondi PNRR.

L’implementazione coinvolge in via principale Invitalia per l’istruttoria, l’erogazione e il monitoraggio, e l’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) per la fase iniziale di orientamento/formazione, anche mediante piattaforma online e moduli strutturati per target di investimento.

 

Destinatari

Le agevolazioni previste dai programmi Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 possono finanziare diverse tipologie di iniziative: dal lavoro autonomo con partita IVA, alle imprese individuali, fino alle società di persone, di capitali, alle cooperative e alle attività libero-professionali, anche costituite in forma associata.

I due programmi sono sostanzialmente “gemelli” per quanto riguarda gli obiettivi, i destinatari e le spese ammissibili, ma si distinguono per l’ambito territoriale di applicazione.
Il programma Autoimpiego Centro-Nord è attivo nelle regioni del Centro e Nord Italia (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche), mentre Resto al Sud 2.0 si rivolge alle regioni meridionali e insulari, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Questa distinzione risponde all’esigenza di promuovere un riequilibrio economico tra le aree del Paese, adattando i contributi alle specifiche condizioni socio-economiche di ciascuna macroarea.

È fondamentale ricordare che le iniziative ammesse devono essere recenti, ovvero avviate non più di un mese prima della presentazione della domanda e ancora inattive al momento della richiesta. Non sono ammissibili i progetti che derivano dalla semplice riapertura di imprese cessate nei sei mesi precedenti, se operanti con lo stesso codice ATECO fino alla terza cifra.

Tipologie di contributo

Il sistema di incentivi si articola in due modalità alternative di accesso al finanziamento, al fine di rispondere alle diverse esigenze progettuali.

La prima modalità prevede l’erogazione di un voucher a fondo perduto, che può coprire fino al 100% dell’investimento iniziale: al Centro-Nord, l’importo massimo del voucher è pari ad euro 30.000,00 per singolo progetto, ma può arrivare fino ad euro 40.000,00 se l’investimento riguarda principalmente beni o servizi innovativi, digitali, tecnologici o legati alla sostenibilità ambientale ed energetica.

Nel Mezzogiorno, gli importi sono leggermente più alti: fino ad euro 40.000,00, estendibili ad euro 50.000,00 in presenza delle medesime condizioni di innovazione o sostenibilità.
In entrambi i casi, sono ammissibili le spese per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi nuovi, software, servizi ICT, immobilizzazioni immateriali e consulenze tecnico-specialistiche.
Tuttavia, queste ultime possono essere riconosciute solo se fornite da enti del Terzo Settore e fino ad un massimo del 30% del contributo complessivo.

Non sono invece ammesse spese per consulenze legali, fiscali o tributarie, per la predisposizione della domanda, né per l’acquisto di immobili o terreni.

La seconda modalità di contributo è concepita per sostenere programmi di investimento più strutturati, con un importo massimo finanziabile pari ad euro 200.000,00.
In particolare, nel Centro-Nord, l’agevolazione può coprire fino al 65% dell’investimento per progetti che non superano gli euro 120.000,00, e fino al 60% per importi superiori ad euro 120.000,00. Nel Mezzogiorno, le percentuali di copertura sono più elevate: 75% per investimenti fino ad euro 120.000,00 e 70% oltre euro 120.000,00.

Quest’ultima modalità consente inoltre di accedere ad un ventaglio più ampio di spese ammissibili, che comprende anche lavori edili di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, a patto che non superino il 50% del valore totale dell’investimento.

Rimangono comunque esclusi alcuni costi, come quelli per terreni, immobili, veicoli (salvo eccezioni), interessi passivi e imposte, in conformità con i regolamenti europei FSE+ e 2021/1060.

Prima di presentare la domanda, i potenziali beneficiari possono partecipare a percorsi formativi gratuiti promossi dall’Ente Nazionale per il Microcredito.

Anche se non obbligatori, questi percorsi rappresentano un vantaggio competitivo, poiché danno diritto ad un punteggio aggiuntivo nella valutazione della domanda. Il programma formativo ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per sfruttare al meglio gli incentivi, dalla redazione del business plan alla gestione degli aspetti amministrativi e autorizzativi legati all’apertura dell’attività.

In aggiunta, i giovani che intendono accedere agli incentivi possono partecipare a percorsi di formazione e accompagnamento imprenditoriale promossi dall’Ente Nazionale per il Microcredito. Pur non essendo obbligatoria, la partecipazione a queste attività comporta un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione della domanda.

 

Artigiani e commercianti

Nella Manovra di Bilancio 2025 è stato introdotto un ulteriore strumento a sostegno dell’autoimprenditorialità, con un bonus contributivo triennale destinato ai lavoratori che, per la prima volta nel 2025, si iscrivono alla Gestione speciale autonoma artigiani o commercianti (come previsto dalla legge n. 207/2024, articolo 1, comma 186).

L’INPS, con la circolare n. 83 del 2025 e il messaggio 2449 del 7 agosto 2025, ha chiarito le modalità operative: il beneficio consiste in una riduzione del 50% dei contributi previdenziali per un periodo di 36 mesi, riservata a chi si iscrive per la prima volta entro il 31 dicembre 2025.

L’agevolazione è rivolta a diverse forme di impresa: individuali, familiari, società di persone o di capitali (come le S.r.l.). Il beneficio non è cumulabile con altre riduzioni contributive e richiede continuità nella copertura previdenziale.

La domanda deve essere presentata esclusivamente online, tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiReSCo).

Procedura di accesso

La procedura di accesso è interamente digitale: occorre autenticarsi sulla piattaforma Invitalia tramite SPID, CIE o CNS, compilare il proprio profilo e allegare la documentazione richiesta, tra cui il business plan, il curriculum e le eventuali certificazioni (di disoccupazione o residenza). La piattaforma include un sistema di prevalutazione automatica, che consente di individuare e correggere eventuali errori prima dell’invio definitivo. Tuttavia, è essenziale che la documentazione sia completa e conforme, perché non è prevista la possibilità di integrazioni successive: eventuali errori rendono la domanda inammissibile.

Le domande verranno valutate in ordine cronologico, secondo la disponibilità di fondi regionali. Il processo prevede tre fasi: verifica formale, verifica dei requisiti sostanziali e valutazione del progetto imprenditoriale, con attenzione al profilo del richiedente, all’originalità dell’idea e alla coerenza del piano di spesa. Invitalia emetterà l’eventuale provvedimento di concessione entro 90 giorni dalla presentazione della domanda completa.

L’erogazione dei contributi avverrà in due tranche: una prima anticipazione (tra il 30% e il 70% del totale) potrà essere richiesta dopo tre mesi, a fronte di titoli di spesa già sostenuti. Il saldo finale dovrà essere richiesto entro tre mesi dal pagamento dell’ultima spesa e verrà erogato previa verifica dei beni acquistati. Le tempistiche di realizzazione variano in base alla tipologia: fino a 9 mesi per i voucher (prorogabili a 12) e fino a 16 mesi per i progetti strutturati (prorogabili a 20).

Un elemento qualificante del programma è l’inclusione di un servizio gratuito di tutoring imprenditoriale per ogni iniziativa approvata, del valore complessivo di euro 5.000,00. Questo supporto si divide in due parti: una tecnica, gestita da Invitalia (fino ad euro 4.000,00), e una gestionale, coordinata dall’Ente Nazionale per il Microcredito (fino ad euro 1.000,00), per aiutare il giovane imprenditore nella gestione e nella crescita dell’attività.

I contributi concessi non possono essere cumulati con altri incentivi pubblici o crediti d’imposta, salvo alcune eccezioni. È invece prevista la possibilità per i beneficiari del programma GOL di richiedere l’anticipo della NASpI in un’unica soluzione, da integrare con il contributo a fondo perduto, così da ottenere un capitale iniziale più consistente.

Infine, l’iniziativa impone alcuni obblighi vincolanti: i beni acquistati devono rimanere in uso per almeno tre anni e l’attività non può essere ceduta, affittata o chiusa in questo periodo. In caso di violazioni, è prevista la revoca del contributo e la restituzione delle somme ricevute, con interessi.

La gestione dell’intero programma è affidata a un sistema integrato di soggetti pubblici: Invitalia si occupa della valutazione e dell’erogazione dei fondi, l’Ente Nazionale per il Microcredito cura la formazione e il supporto gestionale, mentre Sviluppo Lavoro Italia si occupa della promozione, del coordinamento con i centri per l’impiego e del raccordo con camere di commercio e altri enti locali.

Questi strumenti rappresentano un’opportunità concreta per sostenere i giovani nella creazione di nuove realtà imprenditoriali, promuovendo occupazione, inclusione e sviluppo economico su tutto il territorio nazionale.

 

14 ottobre 2025

Avv. Dott. Angelo Pisciotta