Spese deducibili: previdenza complementare e contributi ai fondi del SSN.

Tra le spese deducibili troviamo anche quelle sostenute per la previdenza complementare e per i contributi ai fondi del SSN. Di seguito approfondiremo come avvalersi delle deduzioni previste per tali spese.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE

I contributi versati alle forme pensionistiche complementari ed individuali sono deducibili. A questa categoria appartengono anche i contributi e premi versati alle forme pensionistiche individuali da parte dei lavoratori autonomi e dipendenti, anche se sostenuti per figli o altri familiari conviventi e a carico dei contribuenti.

I contributi versati da lavoratori di prima occupazione, successiva al 1° gennaio 2007, cioè quei soggetti che fino alla predetta data non risultavano titolari di alcuna posizione contributiva, hanno diritto alla deduzione di tali contributi fino al limite di 5.164,57€. Se per 5 anni consecutivi i contribuenti, che rientrano in tale categoria, hanno effettuato dei versamenti di importo inferiore alla soglia predetta, possono beneficiare di un maggior limite di deducibilità.

Per i soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio finanziario, i contributi versati sono interamente deducibili e senza limiti d’importo.

I contributi per la pensione integrativa, versati per i familiari a carico, sono deducibili nel limite della parte che non trova capienza nel reddito complessivo del familiare a carico, quindi per quella parte che il familiare a carico non può dedurre. Il limite di deducibilità è di € 5.164,57.

I dipendenti delle amministrazioni pubbliche, iscritti nelle forme pensionistiche di appartenenza, possono dedurre non più del 12% del reddito complessivo.

I soggetti non residenti, che hanno nominato un rappresentante fiscale in Italia, e che hanno stipulato un contratto di assicurazione sulla vita, possono dedurre i contributi versati. L’importante è che i fondi siano residenti in Italia, altrimenti i contributi diventano indeducibili.

La quota associativa, versata ad un’organizzazione sindacale dei dirigenti di azienda industriali, anche se versati unitamente al contributo previdenziale assistenziale, non viene qualificata come contributo previdenziale. Quindi non è deducibile.

Vi è un limite alla deduzione, i contributi possono essere portati in deduzione fino al limite massimo di 5.164,57 €. Ai fini del calcolo di tale limite si tiene conto anche dei contributi versati dal datore di lavoro. Per i contributi versati che non è possibile portare in deduzione, compresi quelli eccedenti il suddetto ammontare, il contribuente deve comunicare, alla forma pensionistica complementare, l’importo non dedotto, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento. Il limite predetto decade per quei soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio finanziario; solo questi soggetti, quindi, possono dedurre senza limiti.

I contributi predetti vanno inseriti nei righi da E 28 a E 32 del modello 730/2011. per chi presenta il modello Unico 2011, gli stessi contributi, vanno inseriti nei righi da RP29 a RP 33.

CONTIBUTI AI FONDI SSN 

Secondo l’art. 10, Co. 1 lett. E-ter, D.P.R.917/1986, sono deducibili i contributi ai fondi del Sistema Sanitario Nazionale. La deduzione spetta anche quando le spese sono sostenute nell’interesse delle persone fiscalmente a carico del contribuente. I contributi sono deducibili fino ad un limite massimo di € 3.615,20. Rimane valida la regola che per calcolare questo limite si tiene conto dei versamenti effettuati dal datore di lavoro.

I contributi versati ai fondi SSN vanno inseriti nel rigo E27 del modello 730/2011 e nel rigo RP 28 del modello Unico 2011.

 

Palermo,13 maggio 2011.

 Denia Carollo e Angelo Pisciotta.

 

Pubblicato il 13/05/2011 12:00